La Città Metropolitana è l’approdo cui puntare.
La rotta per arrivarci è un patto sociale scandito da piccole, grandi trasformazioni amministrative e da profondi convincimenti politici, culturali, comportamentali.
L’istituto della Città Metropolitana già previsto nella riforma del titolo V, parte II della Costituzione nel 2001, è ancora in attesa delle norme di applicazione. Rappresenta la scala di governo ideale per rilanciare funzioni e missione dell’area metropolitana, sottraendola all’attuale “morsa” che la vede schiacciata tra il Comune capoluogo e l’ente Regione, con effetto di grave penalizzazione per le vocazioni dei singoli territori.
Un cambiamento organizzativo e culturale che porterà notevoli benefici, risparmi economici e temporali, ed eviterà sovrapposizioni di ruoli. Ridurrà i tempi di decisione e di risposta, avvicinerà e semplificherà i rapporti con i cittadini, snellirà le procedure, renderà superflue molte delle istituzioni intermedie. Giungeremo alla Città Metropolitana gradualmente e attraverso una condivisa metodologia di lavoro e di proposta capace, da un lato, di rendere visibili i vantaggi ottenibili dalla gestione comune di attività produttive e di servizi, dall’altro di tutelare, valorizzare e promuovere il tessuto sociale, culturale e produttivo di ogni singolo territorio espressione delle 92 realtà amministrative costituenti la Provincia di Napoli. Momento qualificante di questa azione sarà la “campagna d’ascolto” delle comunità. Una campagna che nasce per riaffermare il principio dell’autonomia responsabile e costruire una più forte identità territoriale riorganizzata attorno a nuove e ridistribuite funzioni. L’obiettivo è far nascere un “policentrismo funzionale” su scala metropolitana capace di generare virtuose economie di scala. Per questo la nuova Provincia si impegnerà a sostenere misure che favoriscano la concorrenza e la produzione di beni e servizi entro un mercato risanato grazie a un forte aiuto mirato alle imprese sane. Attueremo questo progetto attraverso
il varo di un Piano per la sicurezza delle persone, delle imprese e dell’ambiente centrato sulla lotta alle criminalità e alle centrali finanziarie collegate; l’adozione di un Piano straordinario per la messa in sicurezza degli edifici e delle strutture edilizie a partire da quelle destinate a servizi di pubblica utilità – scuole, educandati, ospedali, – fino al patrimonio storico e monumentale, quale volano di riqualificazione delle infrastrutture e crescita economica del territorio; la concertazione con le forze politiche, sociali e produttive di un Piano strategico per lo sviluppo dell’area metropolitana di Napoli che preveda:
L’istituto della Città Metropolitana già previsto nella riforma del titolo V, parte II della Costituzione nel 2001, è ancora in attesa delle norme di applicazione. Rappresenta la scala di governo ideale per rilanciare funzioni e missione dell’area metropolitana, sottraendola all’attuale “morsa” che la vede schiacciata tra il Comune capoluogo e l’ente Regione, con effetto di grave penalizzazione per le vocazioni dei singoli territori.
Un cambiamento organizzativo e culturale che porterà notevoli benefici, risparmi economici e temporali, ed eviterà sovrapposizioni di ruoli. Ridurrà i tempi di decisione e di risposta, avvicinerà e semplificherà i rapporti con i cittadini, snellirà le procedure, renderà superflue molte delle istituzioni intermedie. Giungeremo alla Città Metropolitana gradualmente e attraverso una condivisa metodologia di lavoro e di proposta capace, da un lato, di rendere visibili i vantaggi ottenibili dalla gestione comune di attività produttive e di servizi, dall’altro di tutelare, valorizzare e promuovere il tessuto sociale, culturale e produttivo di ogni singolo territorio espressione delle 92 realtà amministrative costituenti la Provincia di Napoli. Momento qualificante di questa azione sarà la “campagna d’ascolto” delle comunità. Una campagna che nasce per riaffermare il principio dell’autonomia responsabile e costruire una più forte identità territoriale riorganizzata attorno a nuove e ridistribuite funzioni. L’obiettivo è far nascere un “policentrismo funzionale” su scala metropolitana capace di generare virtuose economie di scala. Per questo la nuova Provincia si impegnerà a sostenere misure che favoriscano la concorrenza e la produzione di beni e servizi entro un mercato risanato grazie a un forte aiuto mirato alle imprese sane. Attueremo questo progetto attraverso
il varo di un Piano per la sicurezza delle persone, delle imprese e dell’ambiente centrato sulla lotta alle criminalità e alle centrali finanziarie collegate; l’adozione di un Piano straordinario per la messa in sicurezza degli edifici e delle strutture edilizie a partire da quelle destinate a servizi di pubblica utilità – scuole, educandati, ospedali, – fino al patrimonio storico e monumentale, quale volano di riqualificazione delle infrastrutture e crescita economica del territorio; la concertazione con le forze politiche, sociali e produttive di un Piano strategico per lo sviluppo dell’area metropolitana di Napoli che preveda:
- l’aiuto al sistema del credito, nuovamente regolato e finalizzato a finanziarie l’innovazione nelle imprese sane, anche attraverso l’istituzione di un unico fondo interbancario,
- la bonifica delle coste, dei fiumi, delle acque e dei territori dai rifiuti tossici,
- lo sviluppo e il potenziamento del sistema integrato di trasporto pubblico su ferro,
- l’ottimizzazione e qualificazione del trasporto pubblico su gomma, con interventi straordinari di bonifica stradale,
- la semplificazione della pubblica amministrazione



