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ALTA FORMAZIONE, RISPONDIAMO COSÌ A CHI ASSALTA I BUS

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Alta Formazione, rispondiamo così a chi assalta i bus

di LUIGI NICOLAIS

* Caro direttore, giovedì scorso, a Napoli, il diritto al lavoro, alla mobilità e dignità sociale ancora una volta è stato offeso e indebolito dagli assurdi atti di violenza di uno sparuto gruppo di senza lavoro. A nessuno sfugge che in città, e pi in generale nell'intero Mezzogiorno, i morsi della crisi addentano carni scarnificate, rese ancor più deboli dalla mancanza di prospettive. Non rasserena, poi, quanto accade in Grecia e sta per verificarsi in Portogallo e Spagna.

Né aiutano gli strumenti tradizionali dell'economia, della finanza e del welfare, né le soluzioni avanzate da alcune imprese. Si è dinanzi a implosioni generalizzate dei sistemi Paese che richiedono nuove coesioni politico-sociali e più robusti attrezzi per decifrare e vivere il presente. Un tempo che a fronte dei mutati contesti e bisogni produttivi ha bisogno di sempre meno lavoro a bassa intensità di sa- peri. Infatti, nel 2020 l'economia europea, secondo l'ultimo Rapporto sulla formazione redatto dalla Commissione presieduta da Giuseppe De Rita, richiederà il 31,5% di occupati con alti livelli di istruzione e qualificazione, il 50% con livelli intermedi, mentre i posti di lavoro per i soggetti con bassi livelli di qualificazione crolleranno dal 33% del 1996 al 18,5%. Inoltre i due terzi dell'occupazione europea si concentrerà nel settore terziario; quasi tutta l'occupazione aggiuntiva e una forte componente di quella sostitutiva saranno caratterizzate cia lavori ad alta intensità di conoscenza e competenze tecniche; cresceranno i livelli di istruzione, formazione e competenze richiesti in tutti i tipi di lavoro, anche nelle occupazioni elementari. Anche se la maggior parte dell'occupazione aggiuntiva richiederà alta qualificazione, molta di quella sostitutiva si concentrerà sulle qualificazioni intermedie  di natura tecnica e professionale. Questo significa ripensare il ruolo e la funzione della formazione soprattutto nelle realtà meridionali dove è più alta la concentrazione di giovani, donne e adulti in cerca di occupazione. Qui è necessario che le risorse comunitarie attualmente disponibili vadano strategicamente utilizzate interrompendone la funzione suppletiva di ammortizzatore sociale e ciò nonostante i rumori e gli umori delle piazze. Occorre favorire, proprio sul terreno della tenuta e della crescita competitiva, le aziende e le maestranze attraverso l'innalzamento e la qualificazione continua dei profili professionali. Per cui vanno individuati percorsi e modalità formative capaci di tutelare e favorire la stabilità lavorativa piuttosto che percorsi pseudo assistenzialistici o profili dagli appellativi roboanti, ma inefficaci nella sostanza. Laddove poi la rarefazione e il nanismo produttivo rendano impossibile il soddisfacimento delle aspettative, occorrerà agire sui punti di forza locale favorendo l'intreccio fra i diversi strumenti della programmazione comunitaria dando prioritariamente credito alla nascita di nuova impresa ac alto contenuto di conoscenze. E evidente, quindi, che a Napoli giovedì si puntava e voleva altro. *

 

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 20 Maggio 2010 20:36 )  
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