Il territorio della Provincia di Napoli oggi è percepito come un luogo di profondo disagio, economico, culturale e sociale. Eppure noi possiamo e siamo in grado di invertire percezioni e consapevolezze, utilizzando le nuove tecnologie per il monitoraggio e sensibilizzando ogni cittadino a forme di responsabilità ambientale. Si badi bene questa nuova vocazione ambientale deve basarsi sulla conoscenza e sulla consapevolezza. Non una mera difesa dell’esistente, ma l’adozione delle tecnologie pulite come volano di sviluppo e paradigma intorno al quale ricostruire i processi del nostro sviluppo e del nostro agire quotidiano. Fondamentale in questa azione è il completamento del ciclo dei rifiuti provinciale che dovrà segnare il ritorno alla gestione ordinaria della raccolta, del riciclo e dello smaltimento, in virtù del passaggio di competenze alle province con la fine dell’esperienza dei commissariati straordinari. Vogliamo costruire una Provincia ambientalmente sana, in cui il territorio è completamente bonificato e costantemente monitorato dalle tecnologie più moderne, in grado di assicurarci della qualità e della sicurezza dell’aria che respiriamo, dell’acqua che beviamo e del suolo che abitiamo e coltiviamo. La nostra opzione strategica sarà l’adozione in larga scala delle cosiddette Tecnologie Verdi (Green Technologies), intorno alle quali far ruotare ogni azione di sviluppo del nostro territorio. Ciò significa incentivare l’uso di fonti energetiche alternative e rinnovabili, puntare sull’edilizia eco-sostenibile, intervenire sul ciclo delle acque, sulla manutenzione e messa in sicurezza degli ambienti, sui sistemi di mobilità e sulla logistica, ma anche e soprattutto sul ciclo integrato dei rifiuti e del loro smaltimento. Scelte queste che consentiranno di contrastare efficacemente la riduzione delle risorse naturali ed il degrado ambientale generando contemporaneamente una grande opportunità di crescita economica e miglioramento della qualità della vita. Ogni nostra politica e ciascun intervento collegato all’ambiente o con possibili ricadute sarà sempre soggetto a un momento valutativo e a severe procedure di prevenzione per la mitigazione dei rischi. Proprio perché consapevoli degli esiti devastanti per l’ambiente e per l’economia della tragedia rifiuti intendiamo da questo avvio di soluzione lanciare la nostra strategia di riscatto ambientale. Il ciclo della gestione dei rifiuti è ancora incompleto. Non è possibile pensare di organizzare una gestione efficiente senza ricorrere a tutte le opzioni ambientalmente compatibili e tecnologicamente affidabili, e quindi al riciclo delle frazioni secche riciclabili, al trattamento biologico della frazione organica umida, al trattamento di termovalorizzazione della frazione organica non riciclabile.
Di fatto ad oggi, tutto il rifiuto indifferenziato (quasi il 90% del totale) dopo una serie di trattamenti costosissimi, ma di scarsa utilità, viene smaltito in discarica o "stoccato" nei siti delle ecoballe. Queste carenze strutturali hanno portato ad un uso indiscriminato della soluzione discarica, che, oltre a rinunciare alla valorizzazione del rifiuto, depaupera la risorsa "suolo" della regione, a danno soprattutto delle generazioni future. La nostra opzione strategica è per
Di fatto ad oggi, tutto il rifiuto indifferenziato (quasi il 90% del totale) dopo una serie di trattamenti costosissimi, ma di scarsa utilità, viene smaltito in discarica o "stoccato" nei siti delle ecoballe. Queste carenze strutturali hanno portato ad un uso indiscriminato della soluzione discarica, che, oltre a rinunciare alla valorizzazione del rifiuto, depaupera la risorsa "suolo" della regione, a danno soprattutto delle generazioni future. La nostra opzione strategica è per
- una progettazione e gestione, trasparente e sicura, delle discariche nel pieno rispetto delle norme in vigore;
- una gestione attenta dei rifiuti speciali, quelli prodotti da attività di servizio ed industriali, che sono potenzialmente più pericolosi e quantitativamente 2 o 3 volte maggiori rispetto a quelli urbani e su cui si concentrano gli interessi delle ecomafie;
- una puntuale comunicazione e informazione ai cittadini per far crescere consapevolezze e consenso, oltre che capacità pratica verso la raccolta differenziata;
- una formazione avanzata per i tecnici che operano sul territorio metropolitano;
- il censimento dei siti contaminati da rifiuti pericolosi, consapevoli che esistono diverse centinaia di siti pericolosi dove è forte e grave il rischio per le colture e quindi per l'ambiente e la salute dei cittadin;
- il monitoraggio ambientale attraverso la tracciabilità dei rifiuti, dal momento della loro produzione, durante la fase del loro trasporto e fino al loro smaltimento definitivo; ed il monitoraggio continuo, trasparente ed affidabile degli impianti preposti al loro trattamento e smaltimento (comprese le discariche, per ciò che riguarda sia la gestione amministrativa e le procedure di accettazione e conferimento dei rifiuti agli impianti, sia la misurazione e controllo di tutti i principali parametri di interesse dei diversi comparti ambientali);
- il completamento dell'impiantistica per i rifiuti, selezionando e realizzando infrastrutture adeguate al trattamento efficiente dei vari rifiuti solidi (urbani e speciali) prodotti nel territorio provinciale, per contribuire, in coordinamento con il governo regionale, al raggiungimento dell'autosufficienza regionale di trattamento e smaltimento in sicurezza.
- l’insediamento di Tavoli di concertazione con le imprese, attraverso i quali proporre agevolazioni a quelle che vogliono migliorare il loro ciclo produttivo acquisendo le "migliori tecnologie disponibili", che garantiscano il mantenimento della qualità del prodotto finale ed impatti complessivamente molto più limitati sull'ambiente;
- un pacchetto di politiche di pulizia per le città volte a riorganizzare i servizi di raccolta e pulizia strade e a favorire decoro e salubrità ambientale. I risultati di questi interventi locali e mirati dovranno essere facilmente percepiti e registrati dai cittadini.



